mercoledì 2 settembre 2009

E non più sarà il 32 Agosto.

 

Lo prendi con le mani, con le unghie con i denti, quel maledetto, maledetto foglio che se ne va.

E' bastata una folata di vento, un pensiero, un battito, e l'ultimo giorno è volato via. Non pensi che sta finendo, non te ne accorgi. Quel dannato sole che ti esplode negli occhi, quel mare che riesce a rinfrescarti, quelle notti lunghissime e poi

e poi BUM, ti ritrovi senza terra sotto ai piedi, esposto ai venti. Quel giorno, quell'ultimo giorno se n'è andato, portando via tutti i precedenti.

I giorni andati si assottigliano sempre più dietro di te, per poi diventare punti, perdono le dimensioni. Diventano immaginari. E per questo sono infiniti.

 


 

Intanto il calendario si sfoglia, senza che tu possa con tutte le tue forze -tutte, ho detto- fermarlo.

Ma non si sa perchè, il tempo conquista la sua continuità.

 

 

giovedì 25 giugno 2009

il 25 giugno ed una coperta di lana.



Certe volte la vita ti lascia strascichi dentro. Gli stessi strascichi del tramonto, quando scampoli di nuvole disordinate decidono di essere blu dentro ad un cielo d'oro o rosa. Ti dicono che loro sanno già che sarà notte, blu e sempre più blu. Succedono cose che ti cadono addosso, o che scegli, o che da scelte ti cadono addosso. E tu te ne stai sotto quegli strascichi, senza sapere che succederà qualcosa, dopo, e che ringrazierai quel peso caduto su di te, che progressivamente cresce. Perchè i muscoli pian piano si allenano, si allungano, si rafforzano.

domenica 10 maggio 2009

Proemio.

La verità è, cara musa, che ci manca qualcosa di importante. La fine. Voglio dire, tutto ha un principio e una fine, anche il giorno, ma qui no.
La città a metà. Lo vedi quel ponte lì? E' un ponte che non si alza ed abbassa, come tutti i ponti, rimane sospeso a metà nel vuoto. E' una cosa importante la fine, o l'inizio insomma
se vogliamo si tratta della stessa cosa

Cose odiose, siamo d'accordo, cara musa, difficili da incontrare. Ti strizzano il cuore, gli inizi, nella vita tutto sembra un grande inizio quando ti strizzano il cuore. E dopo calerà il sipario. Cose, insomma, difficili da digerire. A volte restano in un gran groppo in gola, e tu deglutisci con quel piccolo peso in più, che quando senti scorrere l'aria ci pensi e dici, ehi, sono vivo.
Ma una città senza tramonti che città è? Una città a cui tolgono la fine. E l'inizio.

Hanno i colori, certo, bellissimi colori, una gamma vastissima che a guardarli ci anneghi dentro, quei colori. Nel mare dei colori. Epperò
E però ci anneghi tu, mai una volta che il sole decida di sciogliersi una volta per tutte in quel dannato mare, mai una volta che lo tinga per davvero, che ci si metta d'impegno.
Qui il sole si nasconde dietro montagne lontane, che sembrano nuvole all'orizzonte e invece no. Non ti prende in giro; ti dice, io qui non ci vengo a morire. Vado lontano.
E restano appesi, quegli uomini lì, fottuti sul più bello.